Attività del Presidente >> LUR 19/02 e s.m.i. Procedure formazione PSC
 

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Prot. n. 1161/2007/OUT     Catanzaro, lì 12/11/2007

On. Michelangelo Tripodi - Assessore all’Urbanistica e Governo del Territorio
della Regione Calabria Via Otranto, 2      88063 Catanzaro Lido

e p.c.
Sindaci dei Comuni della Calabria       Loro Sedi

Presidenti degli Ordini Prov.Li degli Ingegneri
di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria  Loro Sedi

Presidenti degli Ordini Prov.li degli Architetti
di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria   Loro Sedi

Presidenti degli Ordini Prov.li dei Dottori Agronomi
di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria   Loro Sedi

Oggetto: Legge Urbanistica Regionale 19/02 e s.m.i. – Procedure di formazione PSC.

Egr. Assessore,
nelle ultime settimane numerosissime Amministrazioni Comunali, vista l’imminenza della entrata in vigore delle misure di salvaguardia prescritte dalle  Linee Guida (parte prima, par. 7.2), hanno avviato l’iter di formazione del PSC attraverso l’attivazione di procedure concorsuali ad evidenza pubblica, con avviso preventivo sul BUR Calabria, per l’affidamento degli incarichi di pianificazione, così come previsto  dall’Art. 69 della LEGGE REGIONALE  16 aprile 2002, n. 19 e s.m.i.

Al riguardo, tralasciando i numerosi casi di avvisi pubblici irregolari che vedono quotidianamente impegnato questo Ordine in azioni di diffida per il rispetto della norma  ed a tutela della professione di geologo, intendiamo segnalare alla Sua attenzione una circostanza che, al di là della evidente penalizzazione della categoria professionale che rappresento, rischia di vanificare i contenuti fortemente innovativi, in termini di sostenibilità ambientale degli interventi antropici, che contraddistinguono la Legge Urbanistica Regionale e le relative Linee Guida e per i quali riconosciamo l’impegno costante dell’Assessorato da Lei diretto.

Ci riferiamo al fatto che le somme impegnate dalle Amministrazioni Comunali per le attività di redazione dei PSC, e per quelle connesse di indagini e studi per la necessaria ricostruzione del quadro conoscitivo, risultano molto spesso insufficienti e tali da non garantire standards minimi qualitativi che possano offrire garanzie per gli indirizzi e le prospettive di sviluppo sostenibile che la Legge e le relative Linee Guida meritoriamente delineano.

Quale ulteriore aggravante si rileva poi che, nella ripartizione operata dalle singole amministrazioni delle somme a disposizione, vengono generalmente fortemente penalizzate tutte quelle attività, di competenza del geologo, rese obbligatorie dalla L.U.R. (Art. 20 comma 4) e definite in dettaglio dalle Linee Guida (parte II° - scheda tecnica 2). Tutte attività, è utile sottolineare, decisamente propedeutiche all’accertamento della sostenibilità degli interventi antropici rispetto alla quantità e qualità delle acque superficiali e sotterranee, alla criticità idraulica del territorio ed all’approvvigionamento idrico, alla capacità di smaltimento dei reflui, ai fenomeni di dissesto idrogeologico e di instabilità geologica, alla riduzione ed alla prevenzione del rischio sismico, al risparmio e all’uso ottimale delle risorse energetiche e delle fonti rinnovabili.

Sempre in ordine a quanto sopra è poi da rilevare ulteriormente che alcune Ammnistrazioni, a fronte dei contributi finanziari concessi dalla regione ai sensi dell’Art. 68 della LUR, nella misura del 40-50% della spesa ritenuta ammissibile, hanno inteso avviare le procedure per l’affidamento degli incarichi per la formazione del PSC utilizzando esclusivamente tali somme, senza alcuna forma di cofinanziamento, rendendo in tal modo palese l’inadeguatezza delle risorse disponibili.

Al fine di esplicitare ulteriormente quanto sopra lamentato, ed anche per evitare che le osservazioni prodotte possano semplicisticamente essere interpretate come una interessata rivendicazione corporativa, riteniamo opportuno rappresentare a titolo di esempio una delle tante situazioni delle quali abbiamo preso atto in questi giorni. Un comune della Provincia di Cosenza, di medie dimensioni, ha attivato le procedure concorsuali per l’affidamento degli incarichi di pianificazione indicando come somme a disposizione per i soli studi geologici la cifra di 10.000,00 Euro. Per tale cifra le prestazioni professionali richieste riguardano (L.U.R. - Art. 20 comma 4) “…. la relazione geomorfologica, corredata di cartografia tematica sufficientemente rappresentativa delle condizioni di pericolosità geologica e di rischio di frana…”. Nel dettaglio, secondo quanto previsto dalle Linee Guida (parte II° - scheda tecnica 2), tale prestazione professionale si concretizza attraverso la predisposizione, previa opportuni e dettagliati rilievi, di circa 10 elaborati cartografici di analisi e di sintesi riguardanti l’intero territorio comunale, alcuni dei quali di fondamentale importanza per una corretta programmazione degli indirizzi del PSC come ad esempio la “carta delle pericolosità geologiche – fattibilità delle azioni di piano” attraverso la quale si esplicita la  valutazione incrociata degli elementi contenuti nelle cartografie di analisi finalizzata alla definizione dei diversi tipi e livelli di pericolosità geologica e le incidenze negative che ad esse si associano, determinando limitazioni da nulle a massime sulla fattibililità delle azioni di Piano.

Alla luce di quanto sopra, evitando di richiamare le tariffe professionali stabilite per legge che, pur essendo abrogati i compensi minimi obbligatori, devono pur sempre rappresentare un punto di riferimento, è opportuno chiedersi: come è possibile pensare di avere sufficienti garanzie in ordine ai contenuti delle suddette cartografie tematiche quando la sola stampa degli elaborati, nel numero di copie richieste, incide per oltre il 20% dell’intera somma messa a disposizione per la loro elaborazione?

A tali considerazioni va poi aggiunto che la L.U.R. prevede (Art. 20 comma 4) anche l’esecuzione di “studi e indagini geologiche di dettaglio, ove necessario, comprendenti studi tematici specifici di varia natura, indagini geognostiche, prove in sito e di laboratorio atti alla migliore definizione e caratterizzazione del modello geologico tecnico ambientale, per ambiti urbanizzabili con riconosciute limitazioni connesse a pericolosità geologiche, funzionali alla verifica della sostenibilità in rapporto ai livelli di pericolosità, con particolare riguardo alla risposta sismica locale”. Considerando anche le spese di carattere imprenditoriale connesse al disposto normativo sopra riportato appare evidente l’inadeguatezza delle somme stanziate nel citato esempio che purtroppo non rappresenta un caso isolato.

Alla luce dell’esempio sopra riportato, e di tutti gli altri casi analoghi a nostra conoscenza, pur rendendoci conto delle ristrettezze economiche con le quali sono costrette a fare i conti le Amministrazioni Comunali Calabresi e dell’esiguità della somma stanziata dal Bilancio Regionale per l’assistenza finanziaria prevista dall’Art. 68 della L.U.R., non possiamo non evidenziare con forza le anomalie rilevate che, come detto, rischiano di svuotare di contenuto i risultati raggiunti con l’approvazione della Legge Urbanistica Regionale e delle relative Linee Guida.

In una Regione come la Calabria, tra le più esposte del mediterraneo ai rischi naturali, nella quale per decenni si è consentito uno sviluppo urbanistico scellerato con l’occupazione selvaggia di aree in frana, delle aree golenali dei corsi d’acqua con la distruzione del reticolo idrografico naturale, delle aree costiere con la connessa eliminazione dei cordoni dunari naturali, delle aree soggette a riconosciuti fenomeni di amplificazione del moto del suolo in occasione di eventi sismici, non può sfuggire l’importanza delle misure non strutturali di previsione e prevenzione introdotte  dalla corretta attuazione della L.U.R.

Certi della Sua sensibilità e della Sua attenzione a queste particolari tematiche, dimostrate del resto dal Suo impegno quotidiano alla guida dell’Assessorato all’Urbanistica Regionale, le rivolgiamo pertanto la richiesta di un autorevole intervento di indirizzo nei confronti delle Amministrazioni Comunali teso quantomeno a limitare la tendenza, che sembra si stia oramai consolidando attraverso una mortificante riduzione degli oneri tecnici, a considerare gli studi e le indagini necessari per la ricostruzione del quadro conoscitivo da porre a base di una corretta pianificazione quasi come fossero inutili orpelli sui quali lesinare risorse. 

Allo stesso tempo ci dichiariamo disponibili alla definizione di possibili soluzioni da concertare congiuntamente, insieme a tutte le altre istituzioni interessate che leggono per conoscenza, sempre nella convinzione che la corretta attuazione della L.U.R. rappresenti un’occasione irripetibile per la Calabria attraverso la quale possa finalmente essere attuata una seria politica di previsione e prevenzione dei rischi naturali facendo in modo che l'attività di conservazione, valorizzazione e difesa del suolo diventi  azione strategica atta a garantire la compatibilità tra processi di trasformazione e territorio  ed al tempo stesso ad esaltare e potenziare l'efficacia dei programmi di sviluppo.

Distinti saluti

                                                                                                 Ordine dei Geologi della Calabria
                                                                                                              Il Presidente
                                                                                                 Dott. Geol. Paolo Cappadona
 
 
 
 

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